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LA NOSTRA NEWSLETTER

Al fine di rendere la “comunicazione” della Federazione al passo con i tempi, utile e veloce, si è pensato di redigere periodicamente una Newsletter.
L’iniziativa si prefigge principalmente di tenere aggiornate, in tempo reale, le sedi che operano sul territorio con notizie ed informazioni sia di carattere organizzativo interno sia su argomenti di interesse per la proprietà concedente la terra in affitto.

La Federazione con la newsletter intende anche fornire indicazioni ed informazioni ai proprietari concedenti la terra in affitto su tematiche di attualità relative ad aspetti giuridici, legislativi e fiscali.
Un rapporto diretto dunque con la base associativa nell’ottica di fornire un servizio qualificato alla categoria rappresentata.

10 FEBBRAIO 2021
newsletter n° 2

CREA: PRESENTATO ANNUARIO AGRICOLTURA ITALIANA 2019-2020. IL NOSTRO PAESE HA CONFERMATO LA SUA LEADERSHIP EUROPEA

19 GENNAIO 2021
newsletter n° 1

ISTAT: AL VIA IL  7° CENSIMENTO GENERALE DELL’AGRICOLTURA. IL QUESTIONARIO CARTACEO DIVENTA INTERAMENTE DIGITALE

17 DICEMBRE 2020
newsletter n° 12

CREA: INDAGINE SULL’ANDAMENTO DEL MERCATO FONDIARIO IN ITALIA NEL 2019. L’AFFITTO DEI TERRENI SI CONFERMA DINAMICO

30 OTTOBRE 2020
newsletter n° 11

ASSEMBLEA PROPRIETà FONDIARIA: RELAZIONE DEL PRESIDENTE BISARETTI SU RUOLO DELL’EUROPA AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

30 SETTEMBRE 2020
newsletter n° 10

CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA PROPRIETà FONDIARIA NAZIONALE: FOCUS SU PAC, GREEN DEAL EUROPEO E ADEMPIMENTI STATUTARI

9 SETTEMBRE 2020
newsletter n° 9

VENDEMMIA 2020: ANNATA DI ALTA QUALITà E BUONA QUANTITà. L’ITALIA RIMANE IL PRINCIPALE PRODUTTORE MONDIALE DI VINO

29 LUGLIO 2020
newsletter n° 8

RECOVERY FUND: RAGGIUNTO ACCORDO SU PACCHETTO PER LA RIPRESA. ALL’ITALIA 209 MILIARDI DI EURO TRA AIUTI E PRESTITI

7 LUGLIO 2020
newsletter n° 7

PAC: RAGGIUNTO ACCORDO UE, VERSO PROROGA DELL’ATTUALE REGIME. LA RIFORMA ENTRERà IN VIGORE IL 1° GENNAIO DEL 2023

11 GIUGNO 2020
newsletter n° 6

DECRETO RILANCIO: AL VIA NUOVE MISURE PER L’AGRICOLTURA. RISORSE PARI A 1.150 MILIONI DI EURO PER SOSTENERE IL SETTORE

15 MAGGIO 2020
newsletter n° 5

PAC: RINVIATA AL 2023 LA RIFORMA. APPROVATO REGOLAMENTO TRANSITORIO CHE PROROGA ATTUALE REGIME SENZA MODIFICHE

22 APRILE 2020
newsletter n° 4

CORONAVIRUS, NUOVE MISURE DELL’UE A SOSTEGNO DEL SETTORE AGRICOLO: AUMENTO DEL FLUSSO DI CASSA E RIDUZIONE ONERI

27 FEBBRAIO 2020
newsletter n° 3

COVID-19: L’UE STANZIA 232 MILIONI DI EURO A SOSTEGNO DEGLI STATI MEMBRI PER FRONTEGGIARE LA DIFFUSIONE DEL VIRUS

10 FEBBRAIO 2020
newsletter n° 2

CONSIGLIO AGRICOLO UE: VERSO UNA PAC SEMPRE PIù VERDE, PRIORITà A CLIMA ED AMBIENTE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

20 GENNAIO 2020
newsletter n° 1

LEGGE DI BILANCIO 2020: LE NUOVE NORME PER IL MONDO RURALE, RIAPERTI I TERMINI PER RIVALUTAZIONE DEI TERRENI AGRICOLI

IN PRIMO PIANO

La nuova Pac tra sicurezza
alimentare e ambientale

di ANTONIO OLIVA

Le proposte della Commissione europea per il futuro della Politica Agricola Comune (PAC) hanno come obiettivo quello di permettere alla politica agricola dell’Ue di affrontare più efficacemente le sfide attuali e future, continuando nel contempo a sostenere le esigenze degli agricoltori europei.

Con una politica più intuitiva e innovativa, la Commissione vuole far sì che la PAC continui a fornire un forte sostegno all’agricoltura europea, facendo prosperare le zone rurali e favorendo la produzione di alimenti di qualità per gli anni a venire.

Le proposte della Commissione

Il 1° giugno 2018 la Commissione europea ha presentato una serie di proposte legislative sulla Politica Agricola Comune (PAC) per il periodo 2021-2027. A causa dei negoziati tra il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Ue, la data di avvio della riforma PAC è stata rinviata al 1º gennaio 2023.

In seguito all’assegnazione dei fondi della PAC per il periodo 2021-2027 a titolo del bilancio a lungo termine dell’Ue, è stato concordato un regolamento transitorio per gli anni 2021 e 2022. Il regolamento transitorio estenderà la maggior parte delle norme della PAC in vigore durante il periodo 2014-2020, includendo nel contempo nuovi elementi per includere obiettivi ambientali più ambiziosi e garantire una transizione agevole verso il futuro quadro della PAC, come indicato nelle proposte della Commissione.

Le proposte della Commissione mirano a promuovere un settore agricolo sostenibile e competitivo in grado di contribuire in modo significativo al Green Deal europeo, in particolare per quanto riguarda la strategia “Dal produttore al consumatore” e la strategia sulla biodiversità. Le proposte si concentrano in particolare sui seguenti aspetti: garantire un trattamento equo e un futuro economico stabile agli agricoltori; fissare ambizioni più elevate per l’azione a favore dell’ambiente e del clima; salvaguardare la posizione degli agricoltori al centro della società europea.

Per poter conseguire questi obiettivi generali, la Commissione ha fissato nove obiettivi specifici: garantire un reddito equo agli agricoltori; aumentare la competitività; riequilibrare la distribuzione del potere nella filiera alimentare; agire per contrastare i cambiamenti climatici; tutelare l’ambiente; salvaguardare il paesaggio e la biodiversità; sostenere il ricambio generazionale; sviluppare aree rurali dinamiche; proteggere la qualità dell’alimentazione e della salute.

La Commissione ha elaborato una serie di note informative sui nove obiettivi specifici che illustrano i principali aspetti e l’importanza strategica di ciascun obiettivo.

Verso un sostegno più mirato

Per garantire stabilità e prevedibilità, il sostegno al reddito rimarrà un elemento essenziale della PAC. Parte del sostegno, vale a dire i pagamenti di base, continueranno ad essere in funzione delle dimensioni in ettari dell’azienda agricola.

Secondo l’Unione europea la futura PAC deve dare la precedenza alle piccole e medie aziende e incoraggiare i giovani agricoltori ad avviare una propria attività. Per questo motivo la Commissione propone ai Paesi dell’Ue di aumentare il livello di sostegno per ettaro per le aziende agricole di piccole e medie dimensioni; ridurre l’importo superiore a 60.000 euro dei pagamenti diretti da concedere alle singole aziende, limitando i pagamenti a 100.000 euro per azienda, al fine di garantire una distribuzione più equa dei pagamenti. Inoltre si propone di destinare almeno il 2% delle dotazioni per i pagamenti diretti ai giovani agricoltori, da integrare con un sostegno finanziario per lo sviluppo rurale e con misure per agevolare l’accesso alla terra e i trasferimenti di terreni. Infine la Commissione vuole garantire che il sostegno al reddito sia riservato soltanto agli agricoltori “veri e propri”.

Ambizioni ambientali più elevate

L’Ue riconosce che gli agricoltori svolgono un ruolo fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici, nella tutela dell’ambiente e nella salvaguardia dei paesaggi e della biodiversità. Pertanto la Commissione intende agevolare questo ruolo garantendo che la PAC possa contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adattamento agli stessi, come pure allo sviluppo dell’energia sostenibile. Intende inoltre promuovere lo sviluppo sostenibile e la gestione efficiente delle risorse naturali come l’acqua, il suolo e l’aria; oltre che contribuire alla tutela della biodiversità, migliorare i servizi ecosistemici e preservare gli habitat e i paesaggi.

Le proposte della Commissione definiscono una nuova architettura verde per la PAC, che prevede requisiti obbligatori più stringenti e maggiori opportunità di finanziamento per l’agricoltura ecocompatibile. Tra le misure previste figurano: la preservazione dei suoli attraverso l’esigenza di proteggere le zone umide ricche di carbonio e di praticare la rotazione delle colture; uno strumento obbligatorio di gestione dei nutrienti inteso ad aiutare gli agricoltori a migliorare la qualità dell’acqua e a ridurre i livelli di ammoniaca e di protossido di azoto nelle loro aziende; un nuovo flusso di finanziamenti provenienti dal bilancio per i pagamenti diretti della PAC per i “regimi ecologici”, che incentiverà gli agricoltori ad adottare pratiche agricole benefiche per il clima, la biodiversità e l’ambiente.

Attraverso tali misure, la PAC intende porre l’agricoltura al centro del Green Deal europeo, nonché delle ambiziose strategie dell’Ue sulla biodiversità e “Dal produttore al consumatore”.

Ruolo degli agricoltori nella società europea

Bruxelles parte dalla considerazione che gli agricoltori sono al centro delle comunità rurali dell’Europa poiché forniscono beni pubblici essenziali. La futura PAC propone di sviluppare, sostenere e investire nelle comunità rurali: aiutando le nuove generazioni di agricoltori ad accedere alla professione, specie incoraggiando il trasferimento delle conoscenze da una generazione all’altra e migliorando l’accesso dei giovani agricoltori alla terra. E ancora: promuovendo l’occupazione, la crescita, l’inclusione sociale e lo sviluppo locale nelle aree rurali, comprese la bioeconomia e la silvicoltura sostenibile; migliorando la risposta dell’agricoltura dell’Ue alle esigenze della società in materia di alimentazione e salute, tra cui la disponibilità di alimenti sani, nutrienti e sostenibili, la riduzione degli sprechi alimentari e il benessere degli animali. E infine: fornendo un sostegno costante alle comunità rurali attraverso l’iniziativa “Comuni intelligenti” e le attività di sviluppo locale di tipo partecipativo nell’ambito del programma Leader.

Piani strategici della PAC

La Commissione europea propone di semplificare e modernizzare il funzionamento della PAC, spostando l’accento dall’osservanza delle norme verso i risultati e l’efficacia.

Il quadro della politica si baserà su nove obiettivi specifici, incentrati sugli obiettivi sociali, economici e ambientali della PAC. Per conseguire questi obiettivi, la Commissione fornirà un insieme di misure strategiche di ampio respiro, che i Paesi dell’Ue possono adattare in funzione delle proprie esigenze e capacità.

La Commissione fornirà inoltre una serie comune di indicatori per misurare i risultati nell’ambito di un nuovo quadro di monitoraggio e valutazione delle prestazioni, che sarà utilizzato per valutare i progressi compiuti dai Paesi dell’Ue nel conseguire gli obiettivi della PAC. Ciascun Paese dell’Ue elaborerà il proprio piano strategico, indicando in che modo orienterà i finanziamenti della PAC verso obiettivi specifici e in che modo tali traguardi contribuiranno agli obiettivi generali dell’Ue.

Nell’elaborare il proprio piano, ciascun Paese si metterà in contatto con la Commissione, consulterà esperti e operatori del settore e intraprenderà un’approfondita analisi SWOT (punti di forza, debolezze, opportunità e rischi) delle proprie esigenze specifiche.

Tutti i piani strategici saranno sottoposti alla valutazione e all’approvazione della Commissione europea prima di poter passare alla fase esecutiva. Inoltre, i Paesi dell’Ue presenteranno una relazione annuale per illustrare i progressi compiuti nel conseguire gli obiettivi fissati.

Secondo la Commissione europea il nuovo metodo di lavoro rappresenta un modello di attuazione più efficace. Il nuovo approccio combina una pianificazione dettagliata e obiettivi chiari con misure realizzabili e un monitoraggio globale per far sì che i risultati possano essere conseguiti.

Nella futura PAC i Paesi dell’Ue godranno di una maggiore libertà e potranno definire le regole e i finanziamenti in funzione delle esigenze degli agricoltori e delle comunità rurali, purché siano in linea con le norme e gli obiettivi dell’Ue.

I Paesi presentano un solo piano strategico, comprendente il sostegno al reddito, le strategie settoriali e lo sviluppo rurale, per consentire un’esecuzione più agevole e meno gravosa sul piano amministrativo.

Nel presentare i loro piani strategici i Paesi saranno tenuti a dimostrare una maggiore ambizione sul fronte della tutela dell’ambiente rispetto a quella attuale. Il nuovo metodo di lavoro consentirà ai Paesi di trasformare le norme e gli obiettivi a livello dell’Ue in azioni adatte alle realtà locali.

Promozione di conoscenza e innovazione

La conoscenza e l’innovazione sono essenziali per un settore agricolo intelligente, resiliente e sostenibile. La futura PAC incoraggerà maggiori investimenti nella ricerca e innovazione e consentirà agli agricoltori e alle comunità rurali di beneficiarne.

L’Unione europea ritiene pertanto fondamentale costruire sistemi di conoscenza e innovazione in campo agricolo (Agricultural Knowledge and Innovation Systems – AKIS) più efficaci per favorire l’avvio e lo sviluppo di progetti innovativi, divulgarne i risultati e utilizzarli nel modo più ampio possibile. Includere le strategie nazionali per tali sistemi nei piani strategici della PAC incentiverà la strutturazione e l’organizzazione dell’ecosistema nazionale in materia di innovazione. Garantire il buon funzionamento dei sistemi di conoscenza e innovazione in tutta l’Ue consente di evitare la duplicazione degli sforzi, risparmiare sui costi, aumentare l’impatto dei finanziamenti europei, nazionali e regionali e accelerare l’innovazione.

Strategie AKIS efficaci si articolano in quattro filoni principali: migliorare i flussi di conoscenza e rafforzare i legami tra ricerca e pratica; rafforzare tutti i servizi di consulenza agricola e favorirne l’interconnessione nell’ambito degli AKIS; rafforzare l’innovazione interattiva intersettoriale e transfrontaliera; sostenere la transizione digitale nel settore agricolo.

La Commissione europea ha proposto di destinare 10 miliardi di euro del programma Orizzonte Europa alla ricerca e all’innovazione nei settori dell’alimentazione, dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della bioeconomia. Il partenariato europeo per l’innovazione in agricoltura (PEI-AGRI) continuerà a mettere in comune fonti di finanziamento nell’ambito del programma Orizzonte Europa e dello sviluppo rurale per promuovere un’agricoltura e una silvicoltura competitive e sostenibili.

La PAC nel bilancio a lungo termine

La Commissione europea sottolinea che, a seguito dell’adozione del bilancio a lungo termine dell’Ue per il periodo 2021-2027, la futura PAC sarà sostenuta da solidi finanziamenti.

Sulla base delle conclusioni del Consiglio europeo del luglio 2020, il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) della PAC avrà una dotazione di 291,1 miliardi di euro a prezzi correnti, mentre il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), comprendente i finanziamenti dello strumento “Next Generation EU”, ammonterà a 95,5 miliardi di euro. Alla PAC sono quindi destinati complessivamente finanziamenti per circa 387 miliardi di euro.

Lo strumento “Next Generation EU” andrà ad aumentare il bilancio del FEASR di 8 miliardi di euro per aiutare le zone rurali a realizzare i cambiamenti strutturali necessari per conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo e della transizione digitale.

Per consentire ai Paesi dell’Ue di adattare meglio le loro politiche alle priorità del settore agricolo, questi avranno la possibilità di trasferire fino al 25% delle dotazioni della PAC dal sostegno al reddito allo sviluppo rurale. I Paesi dell’Ue possono applicare flessibilità aggiuntive per scopi specifici, ad esempio per sostenere gli obiettivi in materia di ambiente e clima o i giovani agricoltori, oppure se beneficiano di pagamenti diretti inferiori alla media.

Milano, 22 febbraio 2021

COMUNICATI STAMPA

Visconti nominato Presidente d’Onore della Proprietà Fondiaria Nazionale

06/10/2020

Cambio al vertice della Proprietà Fondiaria: Biscaretti di Ruffia nuovo Presidente Nazionale

26/06/2019

RASSEGNA STAMPA

Agra Press
26 febbraio 2021

Agra Press
1 febbraio 2021

Agra Press
25 giugno 2020

Agra Press
31 luglio 2019

Agra Press
26 giugno 2019

Agra Press
18 giugno 2019

Agra Press
21 maggio 2019

Agra Press
11 marzo 2019