IN PRIMO PIANO
Consiglio agricolo Ue: focus
su proposta PAC post-2027
di ANTONIO OLIVA
Politica Agricola Comune (PAC) post-2027, situazione del mercato agricolo e Politica Comune della Pesca (PCP): sono stati questi gli argomenti in primo piano nel Consiglio Agricoltura e Pesca dell’Ue che si è tenuto il 22 e 23 giugno scorsi a Lussemburgo.
La riunione, presieduta da Maria Panayiotou, Ministro dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e dell’Ambiente della Repubblica di Cipro, ha messo in evidenza la necessità di una PAC 2028-2034 che abbia le seguenti caratteristiche principali: flessibilità, sussidiarietà e obiettivi comuni dell’Unione europea.
In particolare, i Ministri dell’Agricoltura dell’Ue hanno discusso su come dovrebbe essere configurata la futura Politica Agricola Comune, comprese le misure nell’ambito dell’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM), dopo il 2027.
I Ministri degli Stati membri hanno valutato se le attuali proposte della Presidenza raggiungano il giusto equilibrio tra un quadro Ue coerente, una maggiore flessibilità nazionale e la salvaguardia degli obiettivi agricoli comuni dell’Ue.
I Paesi si sono generalmente mostrati favorevoli agli emendamenti proposti e si sono congratulati con la Presidenza per i risultati raggiunti.
Tuttavia, è stata evidenziata la necessità di una maggiore sussidiarietà e flessibilità per gli Stati membri nell’attuazione degli obiettivi della PAC, unitamente a norme semplificate per ridurre gli oneri amministrativi per gli agricoltori e le autorità. In particolare, è stata chiesta una maggiore flessibilità nel sostegno mirato al reddito, nonché una adeguata adattabilità nel sostegno ambientale e settoriale, pur mantenendo gli standard comuni dell’Ue.
Il dibattito si è svolto in un contesto di sfide significative per l’agricoltura europea, tra cui la volatilità dei mercati, i rischi legati al clima, la pressione sui redditi agricoli, l’incertezza geopolitica e la necessità di accrescere la sicurezza alimentare e la competitività. Allo stesso tempo, ci si aspetta che il settore contribuisca al raggiungimento degli obiettivi ambientali e climatici, abbracci l’innovazione e sostenga il ricambio generazionale.
“Il lavoro negli ultimi sei mesi è stato guidato dal nostro motto: Un’Europa autonoma, aperta al mondo”, ha dichiarato Maria Panayiotou, Ministro dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e dell’Ambiente della Repubblica di Cipro e Presidente di turno del Consiglio agricolo.
“Ciò ha significato – ha aggiunto il Ministro cipriota – porre l’agricoltura saldamente al centro delle priorità strategiche europee. Sostenere i nostri agricoltori non significa solo garantire la produzione alimentare; significa salvaguardare la sicurezza alimentare, sostenere comunità rurali dinamiche e assicurare la resilienza, la competitività e l’autonomia dell’Europa in un mondo sempre più incerto”.
Per Maria Panayiotou “costruire un settore agricolo più forte e orientato al futuro richiede continuità, cooperazione e ambizione costante”.
I Ministri hanno discusso delle sfide attuali che il settore agricolo dell’Ue si trova ad affrontare, tra cui gli sviluppi geopolitici, nonché le pressioni legate al clima e alla salute animale che incidono sui redditi degli agricoltori e sui costi associati alla produzione, al trasporto, allo stoccaggio e alla distribuzione degli alimenti.
L’obiettivo di questo scambio era quello di fornire ulteriori orientamenti politici su come affrontare queste sfide in corso, attingendo alle informazioni condivise dagli Stati membri e alle considerazioni fornite dalla Commissione europea.
Dall’ultima discussione del Consiglio, tenutasi ad aprile, la Commissione ha adottato e presentato un ambizioso piano d’azione, che include misure mirate a sostegno degli agricoltori dell’Ue. L’obiettivo di queste misure è aiutare gli agricoltori ad affrontare le notevoli difficoltà derivanti dalla situazione in Medio Oriente e garantire l’accesso ai fattori produttivi essenziali, in particolare ai fertilizzanti, consentendo così la continua produzione di alimenti a prezzi accessibili per i consumatori dell’Ue.
In tale contesto, la Presidenza ha preso atto dell’approccio costruttivo dimostrato dagli Stati membri, che hanno incaricato la Presidenza cipriota di informare il Parlamento europeo dell’intenzione del Consiglio di adottare le proposte senza emendamenti, qualora il Parlamento decidesse di fare altrettanto. Ciò consentirebbe ai produttori dell’Unione di beneficiare di tali disposizioni il più rapidamente possibile. I Ministri hanno espresso il loro sostegno e auspicano una rapida attuazione del piano.
Nel corso della riunione del Consiglio Agricoltura e Pesca, la Commissione ha presentato la sua comunicazione annuale sullo stato della Politica Comune della Pesca (PCP) e sugli orientamenti relativi alle opportunità di pesca per il 2027.
La discussione ha dato inizio al processo annuale per la definizione dei totali di cattura consentiti (TAC) e delle quote, durante il quale i Ministri discutono le proposte della Commissione, forniscono riscontri e delineano le priorità nazionali per il 2027.
La comunicazione della Commissione ha evidenziato i continui progressi verso una pesca sostenibile, con una diminuzione della pressione di pesca in molti bacini marittimi e un numero crescente di stock ittici gestiti a livelli sostenibili. Tuttavia, rimangono molte sfide, tra cui la lenta ripresa di alcuni stock, in particolare nel Mar Baltico, nel Mediterraneo e nel Mar Nero, e gli impatti dei cambiamenti climatici, del degrado ambientale e della volatilità del mercato.
La Commissione ha inoltre sottolineato la necessità di continuare a basare le opportunità di pesca sulle migliori consulenze scientifiche disponibili, sostenendo al contempo la resilienza, la competitività e la redditività a lungo termine del settore.
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